*** Tumblhoshi ***

Monday, 23 March 2009

Mi pare di intuire che gli amici, in generale, non ci possono soffrire né quando siamo perdutamente innamorati, colti da un’ineluttabile folgorazione a opera del malandrino Cupido alato - né quando ci siamo appena lasciati con qualcuno, consapevoli dell’amarezza della solitudine, della caducità delle cose, del ciclo discendente della natura.

In pratica, ci vogliono solo quando permaniamo in uno stato catatonico, non parliamo troppo, non eccelliamo, non ci schiantiamo. Mentre li accompagnamo nella ricerca disperata di una storia potenzialmente per la vita, destinata a finire al massimo tre mesi dopo il suo inizio.

 

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